Jurij Gagarin. Impossibile non sognare con la corsa allo spazio.

Ricorre oggi il cinquantacinquesimo anniversario del volo del primo uomo nello spazio, il russo Jurij Gagarin, che compì la dirompente impresa il 12 aprile del 1961.

Un risultato che contribuì a gettare nello sconforto gli americani, dopo il grande smacco del lancio dello Sputnik, in reazione al quale avevano fondato la NASA.

457096484_0ac2c03402_zTutti ricordano le celebri parole di Gagarin “la terra è blu, bellissima, senza frontiere né confini”. Parole che ancora oggi commuovono e suggestionano profondamente l’immaginario.  

Da sempre, come tanti altri, sono molto affascinato da tutto questo e dal periodo della guerra fredda caratterizzato dalla corsa allo spazio. Una competizione giocata certo sulla supremazia scientifica con aspetti marcatamente militari e quindi in questo comparabile ad altro. Ma anche un ambito in grado di solleticare appunto aspetti culturali e psicologici degli esseri umani presenti dalla notte dei tempi. La paura dell’ignoto, la volontà di esplorazione e conoscenza e in ultima analisi le riflessioni sul significato dell’Universo e della nostra presenza in esso.

Anche politicamente da certi punti di vista tutto questo rappresentò un’innovazione, con conseguenze e portati che non tutti all’epoca furono in grado di capire. Il presidente Eisenhower per esempio, era uomo di altri tempi e fu sottoposto a critiche, perché probabilmente non comprese mai fino in fondo il panico che si scatenò nella nazione dopo il lancio del primo satellite sovietico. La politica, l’arte della propaganda, il ruolo dei mezzi di comunicazione stavano cambiando. Ci volle John Fitzgerald Kennedy per capirlo in pieno, con la sua “nuova frontiera” e la sfida di raggiungere la luna in un decennio, “non perché sia un obiettivo facile, ma proprio perché è difficile”.

Probabilmente il fatto che la competizione, e la retorica, raggiungessero livelli così alti ma legati a temi con un lato così romantico e inerente ai sogni dell’infanzia di ognuno, rendono quello un periodo storico che si ricorda sempre con interesse. Per di più in un contesto storico che guardato con gli occhi di oggi sembra relativamente rassicurante – certo, solo col senno di poi e solo in certe aree geografiche – perché facile da interpretare.

E allora ricordiamo Jurij Gagarin, il suo volo nello spazio e quel primo sguardo umano verso il nostro pianeta, che certamente ha ancora molto da insegnarci.

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