Secondo Congresso nazionale GD. Un percorso straordinario.

500 ragazze e ragazzi riuniti a Roma, in rappresentanza di tantissimi altri sui loro territori, accomunati dalla passione politica, dalla voglia di fare la propria parte, ma anche dalla consapevolezza che la vera forza e l’energia più bella, vengono sprigionate dal gruppo e dallo stare insieme. Questo è stato il secondo Congresso nazionale dei Giovani Democratici e non riesco a immaginare modo migliore per me, di salutare definitivamente un’organizzazione così speciale. L’unica organizzazione giovanile politica a livello italiano in grado di aggregare numeri così, di mobilitarsi e organizzarsi come accaduto ad esempio per le ultime primarie, che hanno decretato la vittoria i Mattia Zunino e che hanno visto la partecipazione di oltre 25000 persone.FB_IMG_1458574824795

Un’organizzazione preziosa non solo per i giovani che ne fanno o faranno parte, ma anche per il panorama politico italiano ed europeo. Capace infatti di andare dall’azione e formazione politica locale, a solidi rapporti ed elaborazione internazionali a partire da quelli con lo YES, la giovanile socialista europea. Capace di eleggere tanti amministratori e rappresentanti, sindaci, parlamentari nazionali ed europei. Capace, in una parola, di creare rete. Una rete tra i territori, le competenze, le persone. Un’organizzazione che ho potuto apprezzare da un punto di vista ancora più completo in questo ultimo periodo come membro della segreteria nazionale. Un’esperienza che mi ha dato tanto, mi ha fatto girare l’Italia e conoscere meglio il nostro Paese e le sue tante realtà locali, mi ha permesso di incontrare o approfondire l’amicizia con persone stupende che mi hanno insegnato molto, mi ha portato fino in Cina in delegazione, in un viaggio che porterò nel cuore per sempre.

Per questo, e non solo, voglio ringraziare tutti, a partire da Andrea Baldini, che è diventato in questi anni un carissimo amico e che, per quanto mi riguarda, penso che abbia fatto un lavoro straordinario, basato su ricostruzione e slancio, esercitando un ruolo di guida serio e responsabile, mettendo sempre l’organizzazione al primo posto, spendendosi per i territori, cercando aperture e coinvolgimento, come con la straordinaria Factory365 che abbiamo costruito tutti insieme. Riuscendo, infine, ad inserirsi nel dibattito pubblico, anche con il PD come interlocutore, con posizioni chiare e autonome, soprattutto utili a dare stimoli e contributi e stare nel merito delle cose, andando oltre e guardando al di là degli schieramenti che a volte nel partito si cristallizzano. Insieme ad Andrea ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose, persone più uniche che rare come Davide Ragone, persone eccezionali come Stefano Minerva, Giacomo Possamai, Antonino Castorina.

Per tutte le ragioni che ho elencato fin qui, e per tante altre, è salutare ripetere che mettere in discussione l’organizzazione giovanile del Pd non ha senso. Dire questo significa che è sempre perfetta? Ovviamente no. Quale organizzazione lo è? Vuol dire saper avere uno sguardo lungo, che guardi anche oltre la contingenza e le fisiologiche polemiche di qualcuno. Vuol dire volere bene al PD, alla politica di sinistra, ai giovani di cui l’impegno è prezioso.

Ora non resta che fare un immenso in bocca al lupo a Mattia e a chi con lui guiderà i GD. Il nuovo segretario ha tutto “il coraggio, la forza e l’intelligenza” per continuare il lavoro fatto, rinforzarlo, portarlo verso nuovi orizzonti.

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